"La rassegnazione di fronte alla verità è il nocciolo della crisi dell'Occidente, dell'Europa". Papa Benedetto XVI ha lanciato il suo monito celebrando la messa davanti a circa trentamila persone nel santuario di Mariazell, nella Stiria in Austria. Un'omelia per ricordare che per i cristiani ritenere Gesù "l'unico mediatore della salvezza" "non significa disprezzo delle altre religioni nè assolutizzazione superba del nostro pensiero".
Secondo un'indagine del Royal National Institute for Deaf People (Rnid) "72 giovani su 110 intervistati ascoltano il proprio mp3 a oltre 85 decibel", cioè a livelli superiori a quelli registrati in una strada trafficata (70 decibel) e poco meno di quelli emessi da un martello pneumatico (100 decibel). Il risultato, non è difficile crederlo, è che "con auricolari o cuffie si danneggia l'udito".
L'istituto britannico per le persone affette da sordità è preoccupato soprattutto per il dilagare della moda dei lettori mp3, il più famoso dei quali è proprio l'iPod. Lo scorso anno ne sono stati venduti 8 milioni nel solo Regno Unito. "Dovrebbero mettere maggiormente in chiaro, nelle avvertenze in ogni confezione di apparecchi, i rischi che si corrono per l'udito ascoltando la musica a volume troppo alto", dice il Rnid che aggiunge "chi ascolta musica con gli mp3 dovrebbe dotarsi di filtri per le cuffie o per gli auricolari capaci di ridurre i rumori di fondo, in modo da non rendere necessario alzare il volume della musica".
"In pratica - dicono gli esperti del Rnid - è come se si accostasse all'orecchio una sveglia molto rumorosa". Secondo gli standard fissati dal'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sottoporre l'orecchio a 85 decibel per oltre un'ora provoca danni all'udito. Da qui le preoccupazioni dell'ente britannico, visto che sempre secondo la loro indagine, oltre la metà dei giovani ascolta il proprio mp3 ben più di un'ora al giorno. Alcuni anche oltre le 21 ore a settimana.
Soprattutto - enfatizza il Rnid - non c'è abbastanza consapevolezza tra i giovani sui possibili rischi al proprio udito: "Il 58% degli intervistati - spiega l'istituto - non era a conoscenza dei pericoli per la salute del proprio orecchio, e il 79% sorvola, quando legge le istruzioni del nuovo mp3, le avvertenze al consumatore".
Ricercatori dell'Università del Michigan hanno scoperto l'area del cervello dove nasce l'effetto-placebo, cioè l'autoconvinzione dell'efficacia di un trattamento anche se in realtà si beve soltanto un bicchiere di acqua fresca.

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