domenica, 04 novembre 2007

"L'ArTe è pEr tUtTi e qUeStO È Il fInE A CuI VoGlIo lAvOrArE"!!!

Keith Haring nasce a Kutztown, Pennsylvania, il 4 maggio 1958. Fin da bambino mostra un vivo interesse verso le arti figurative, incoraggiato anche dal padre, attivo disegnatore di fumetti e cartoni animati. Proprio da questo diretto esempio artistico, Keith inizia ad elaborare una propria concezione di grafica stilizzata: "Mio padre faceva cartoni, creando personaggi e vere e proprie storie. Nella mia mente c'era una separazione tra il diventare un cartone o un artista... ".
E' proprio in questo periodo che Keith decide di fare dell'arte stilizzata il suo messaggio di vita. Inizia così ad interessarsi a libri e mostre che lo fecero avvicinare ancora maggiormente al mondo dell'arte moderna.
Dopo il liceo, Keith decide, spinto anche dai genitori e da chi seguiva il suo comportamento artistico, a frequentare l' "Ivy School of professional art" di Pittsburgh. Qui "assaggiò" le prime esperienze di commercial-art. Tutto questo però non soddisfa Haring che deluso dalle arti grafiche decide di lasciare la scuola. Segue un periodo di ricerca interiore da parte di Keith che lo porta, dopo aver girato in autostop tutto il paese, ad iscriversi all'Università di Pittsburgh. E' il 1976 e pochi anni dopo Haring viene coinvolto nel progetto "Pittsburgh Art" e nel "Crafts Center" dove ebbe la sua prima importante mostra. In questo modo Keith iniziò la sua carriera artistica ufficiale, anche influenzato da geni quali Warhol, Dubuffet e Alechinky. Proprio riferendosi a quest'ultimo disse: "Era la prima volta che io vedevo qualcuno più vecchio di me, ma che facesse qualcosa di veramente simile ai miei disegni astratti: mi diede questa totale nuova spinta e confidenza... ". La nuova filosofia d'arte di Keith iniziò così a diffondersi, ma il grande passo avvenne quando l'artista si trasferì a New York. Qui attraverso piccole opere urbane, spontanee e "illegali" realizzate sui pannelli pubblicitari della metropolitana di New York, iniziò a farsi notare. La sua arte iniziò a divulgarsi. Questa sua "Popular art" doveva essere per tutti, per questo egli si ostinava a dipingere prevalentemente per strada. Ormai in molti si erano accorti di lui, anche lo stesse jet set che iniziò a corteggiarlo. Furono Andy Warhol e Basquiat, artisti pop anch'essi, a farlo maturare maggiormente e ad incoraggiare la sua produzione artistica. Le sue esposizioni furono seguitissime, come del resto anche ogni sua più piccola manifestazione figurativa. Haring dipinse non solo su muri o pannelli, ma su qualsiasi cosa gli capitasse sotto mano: automobili, scarpe, maglie e oggetti vari.
La consacrazione definitiva avviene nel 1986 quando Haring apre il suo celebre arte-negozio, il Pop Shop.
E' il 1987 quando pronuncia queste parole: "Nella mia vita ho fatto un sacco di cose, ho guadagnato un sacco di soldi e mi sono divertito molto. Ma ho anche vissuto a New York negli anni del culmine della promiscuità sessuale. Se non prenderò l'AIDS io, non la prenderà nessuno". Parole profetiche: Keith Haring morirà, infatti, tre anni più tardi, nel 1990, a causa dell'AIDS.

(Biografia)



scritto da: Jeunefille alle ore 19:39 | link | commenti (2)
categorie: кєιтн нαяιиg






Sono una studentessa di filosofia con tanti sogni nel cassetto da realizzare



...E INOLTRE SONO:
terribilmente lunatica
sensibile
diplomatica
mediamente isterica
imprevedibile
razionle
sognatrice
atea






la mia famiglia
il mio ragazzo JP
la mia vita
i miei amici
l'offshore
il mare e la mia barca
la natura e gli animali
la focaccia barese
lo yogurt e il limone
il rum e la vodka
creme per il corpo
profumi
disegnare e dipingere
il karate e il nuoto
passeggiare
(soprattutto in ottima compagnia)
gli accesori da cancelleria
ma in particolar modo le gomme
(prima le annuso poi le compro)
le penne colorate ma non profumate






gli intolleranti
(e sicuramente io sono la prima)
gli orgogliosi
i religiosi convinti
i fascisti
i paraculi
gli indifferenti agli eventi che meriterebbero attenzioni
gli ineducati
l'egoismo
la falsità
i vigliacchi
la presunzione la superbia
la mia coinquilina scassapalle




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