A dieci anni dalla sua scomparsa, la Gran Bretagna celebra la principessa Diana. Migliaia di fan sono accorsi a Londra per renderle omaggio e sono già numerosissimi i fiori, le foto-ricordo e i bigliettini deposti davanti a Kensington Palace, dove la ex moglie del principe Carlo aveva stabilito la sua residenza. In tantissimi hanno poi partecipato alla cerimonia funebre pubblica,
organizzata in memoria di Lady Diana a Kensington.
Via vai di turisti e parigini anche sul sul ponte de l'Alma a Parigi, che sovrasta il tunnel dove la principessa morì, nella notte tra il 30 ed il 31 agosto 1997, assieme al suo compagno, Dodi Al Fayed.
Oltre 400 ospiti hanno invece partecipato a Guards' Chapel, presso Buckingham Palace, alla cerimonia religiosa in ricordo della principessa, in presenza della Regina Elisabetta, del figlio Carlo e dei figli di Diana, William e Harry. Tra gli ospiti, anche le star del pop Elton John e Cliff Richard, così come il fotografo Mario Testino. Spicca l'assenza di Camilla Parker-Bowles, a causa di pressioni della stessa Regina Elisabetta II, la Duchessa di Cornovaglia ha declinato l'invito ad assistere alla messa che le era stato presentato dal marito, il principe Carlo.
Il principe Harry, nel corso della sua lettura con la voce rotta dall'emozione, ha ricordato Diana come "la migliore madre del mondo": "Ha reso noi e tante altre persone felici, e così dev'essere ricordata", ha affermato il principe. La cerimonia a Guards' Chapel si è conclusa sulle note di 'God save the Queen'.
Mohamed Al Fayed celebra Diana e il figlio Dodi nei grandi magazzini
Un centinaio di persone ha scelto il mausoleo eretto nei grandi magazzini Harrod's per rendere omaggio a Dodi Al Fayed e a Lady Diana. Il padre di Dodi, il magnate egiziano Mohamed Al Fayed, ha disposto che fossero osservati due minuti di silenzio e un centinaio di clienti e personale del lussuoso negozio si sono ritrovati intorno alla statua di bronzo di Dodi e Diana che si tengono per mano e liberano una colomba ai cui piedi e' incisa la scritta "vittime innocenti".
Dopo i due minuti di silenzio, Mohamed Al Fayed è sceso con una una scala mobile tra gli applausi dei presenti e ha trovato l'abbraccio di Jesse Jackson, ex candidato alla Casa Bianca e attivista per i diritti civili. Due bandiere britanniche a mezz'asta sventolano sulla facciata di Harrod's e una vetrina è dedicata alla coppia.
Fayed, grande sostenitore della tesi del complotto dell'establishment britannico per liberarsi della discussa coppia di amanti, non era stato invitato alla cerimonia nella Cappella reale.
Un post alla memoria della principessa triste e alle sue missioni umanitarie negli ultimi anni della sua vita.
Gli incendi hanno colpito oggi anche Villa Ada, uno dei parchi storici della capitale, a due passi dal quartiere residenziale dei Parioli. Ad andare a fuoco è stato circa un ettaro di sottobosco nella parte alta del parco ai confini con Monte Antenne.
Già in mattinata, in un'altra parte della villa, c'erano stati piccoli incendi dovuti alle fiamme date a matasse di rame.
Secondo l’assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Dario Esposito, "questo incendio è una vera e propria sfida alle istituzioni perché Villa Ada è un parco storico, un'area di particolare pregio e non si può pensare che
ci si costruisca o venga trasformata a pascolo. Chiunque sia stato è un criminale".
In occasione della Giornata Mondiale della TBC appello di MSF perché si intensifichino gli sforzi per sviluppare terapie efficaci.
In occasione della giornata mondiale della tubercolosi che si celebra il 24 marzo, l’associazione umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere lancia l’allarme: anche in condizioni ottimali le cure oggi disponibili sarebbero efficaci in appena la metà dei pazienti colpiti dalle sempre più diffuse forme di tubercolosi resistente ai farmaci. La tubercolosi rimane una delle malattie mortali più diffuse (9 milioni di nuovi contagi l’anno e 2 milioni di morti) e più trascurate dalla ricerca medica. Gi sforzi per trovare farmaci e test diagnostici più efficaci sono quasi nulli e il personale medico è privo di strumenti efficaci per assistere i malati. L’unico test diagnostico abbastanza semplice da essere usato su larga scala risale alla fine dell’800, mentre la terapia più diffusa risale a metà del secolo scorso. Il quadro è particolarmente drammatico quando si ha a che fare con pazienti colpiti contemporaneamente da TB e HIV/AIDS.
“Quando abbiamo un paziente con una forma di tubercolosi resistente ai principali farmaci usati generalmente, siamo costretti a tornare indietro e a somministrare farmaci di vecchia generazione che hanno costi elevatissimi oltre i 15mila dollari, che impongono una terapia di durata molto più lunga e che per di più sono tossici e provocano gravi effetti collaterali”, dice Jessica Adam che assiste i pazienti del programma di lotta alla TBC di MSF in Uzbekistan. Oggi MSF cura più di 20mila persone affette da TBC in oltre 40 Paesi. Uno sforzo particolare è dedicato ai pazienti colpiti da tubercolosi resistente ai farmaci. Dal 1999 MSF ha seguito centinaia di pazienti colpiti da questa forma sempre più diffusa in diversi Paesi. Nonostante gli enormi sforzi, i risultati sono deludenti: solo il 55% dei pazienti con TBC resistente è riuscito a completare i 18/24 mesi di trattamento in ospedale. Gli altri sono morti, non hanno tratto benefici dal trattamento oppure hanno abbandonato la cura a causa dei pesanti effetti collaterali, dell’isolamento forzato o di altre gravi difficoltà legate alla terapia. Anche la diagnosi della TBC multi-resistente ai farmaci è molto difficile: la maggior parte dei Paesi poveri non ha accesso ai sofisticati strumenti necessari. Ma anche nei pochi contesti in cui le attrezzature sono disponibili ci vogliono fino a 8 settimane per ottenere un risultato. Nei casi di pazienti già ammalati di Aids questa attesa può significare la differenza tra la vita e la morte.
“Nei contesti dove assistiamo tanti malati di HIV/Aids il rischio di una diffusione a macchia d’olio della tubercolosi resistente ai farmaci è terrificante – dice Liesbet Ohler, medico di MSF nella baraccopoli di Mattare, vicino a Nairobi in Kenya -. Trattare la TBC e l’Aids insieme è incredibilmente frustrante perché i diversi farmaci utilizzati hanno interazioni pericolose che scatenano effetti collaterali pesantissimi, senza parlare dell’enorme quantità di pillole che i pazienti sono costretti a prendere”.
L’anno scorso in Sudafrica è esplosa un’epidemia di una nuova forma di tubercolosi ancora più resistente ai farmaci (extensively drug-resistant-XDR) che ha sollevato preoccupazioni a livello internazionale circa l’estensione di questa crisi e l’urgenza di trovare soluzioni. Ora è il momento di passare dalle parole ai fatti. E’ necessario che l’Organizzazione Mondiale della Sanità guidi uno sforzo concreto per sviluppare nuove strategie contro questa malattia.
Nonostante l’evidente urgenza, gli sforzi in corso per sviluppare nuove terapie e nuovi test diagnostici sono del tutto insufficienti. Un’analisi condotta da MSF dimostra che nessuno degli studi attualmente in corso produrrà risultati significativi in tempi ragionevoli. Alla base di tutto c’è anche un incredibile gap tra i soldi che sarebbero necessari per realizzare sforzi concreti (almeno 900 milioni di dollari) e i fondi effettivamente investiti (206 milioni di dollari).
Dal Rapporto sulle crisi dimenticate curato da MSF Italia e dall’Osservatorio di Pavia è emerso che le edizioni di punta dei Tg italiani hanno dedicato alla Tubercolosi appena 3 notizie in tutto il 2006. L’allarme aviaria (una pandemia per fortuna per ora solo temuta con appena 80 morti in tutto) ha invece conquistato ben 416 servizi. Non stupisce, dunque, che per l’aviaria si siano attivati immediatamente ingenti finanziamenti per la ricerca di un vaccino e di una cura, mentre i 2 miliardi di pazienti affetti da TBC dimenticati dai media e dalla ricerca continuano ad aspettare una cura efficace.
Grazie ad una intervista condotta dalle iene è possibile rendersi conto di quanto sia indignoso tutto ciò: buona visione!!!
Ricercatori dell'Università del Michigan hanno scoperto l'area del cervello dove nasce l'effetto-placebo, cioè l'autoconvinzione dell'efficacia di un trattamento anche se in realtà si beve soltanto un bicchiere di acqua fresca.Il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, candidato del partito islamico moderato 'Giustizia e Sviluppo' (Akp), è il nuovo Presidente della Turchia. Il capo della diplomazia turca è stato eletto al terzo turno della votazione parlamentare, dove gli bastava la maggioranza assoluta del 50% più uno delle preferenze, con 339 voti sul totale di 550.
57 anni, Gul è l’undicesimo capo dello Stato turco, ma è il primo presidente islamico in 84 anni di storia della Turchia moderna e laica fondata nel 1923 da Mustafa Kemal Ataturk sulle ceneri dell'Impero ottomano.
Apprezzato per le sue posizioni moderate, poco incline agli estremismi nonostante le compagini politiche in cui ha militato nel corso della sua carriera politica, è stato strenuo fautore delle riforme democratiche necessarie per l'ammissione nell'Unione Europea.
Nato a Cesarea il 29 ottobre del 1950, è sposato con Hayrunissa, che – nel rispetto della religione islamica – indossa il velo. Gul è padre di tre figlie, economista e professore universitario, ha studiato Scienze Economiche alla Facoltà di Economia dell'Università di Istanbul e poi in Gran Bretagna per un master di perfezionamento. Parla fluentemente sia arabo che inglese.
"È un uomo di grande intelligenza, sarà un grande presidente", è stato il commento di Romano Prodi subito dopo l'elezione di Gul alla presidenza della Repubblica turca.
Le fiamme che da venerdì stanno seminando morte e distruzione nel Peloponneso nella Grecia meridionale hanno raggiunto il villaggio di Olimpia nel nordovest della regione, a poche centinaia di metri dall'omonimo sito archeologico. L'antica città di Olimpia e l'annesso museo archeologico, però, "si sono salvati". Lo hanno riferito radio ateniesi citando una fonte del ministero della cultura greca. Finora i morti accertati secondo Atene sono 56 ma il bilancio è del tutto provvisorio e inevitabilmente destinata a peggiorare.Assalito dalle fiamme anche il vicino villaggio di Pelopio, a quattro chilometri da Olimpia. Sul posto, secondo la stessa fonte, il comando dei vigili del fuoco ha già inviato 30 pompieri appoggiati da un Canadair e tre elicotteri. Il ministro della cultura, George Voulgarakis, appreso del pericolo che l'antico sito sta correndo, ha lasciato in fretta Atene per recarsi sul posto. 

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il mare e la mia barca
la natura e gli animali
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lo yogurt e il limone
il rum e la vodka
creme per il corpo
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le penne colorate ma non profumate

gli intolleranti
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gli ineducati
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la falsitÃ
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la mia coinquilina scassapalle